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L’esercito del Regno Unito ha scoperto dispositivi sensori spia di origine russa sul fondale marino e spiaggiati nelle acque britanniche.
All’inizio di aprile 2025 il Regno Unito ha rivelato che dispositivi sensori di fabbricazione russa erano stati trovati sul fondale marino intorno alle acque territoriali britanniche e in alcuni casi spiaggiati. La Royal Navy e i servizi di intelligence hanno valutato che i sensori fossero destinati al monitoraggio occulto della flotta britannica di sottomarini armati di armi nucleari (classe Vanguard) e delle relative infrastrutture sottomarine. Il posizionamento di tali dispositivi costituisce un’intrusione ibrida nel dominio marittimo del Regno Unito, combinando spionaggio, sorveglianza occulta e potenziale sabotaggio di cavi o condotte sottomarine. Sebbene nessun atto di sabotaggio sia stato confermato pubblicamente in quel momento, la presenza dei sensori suggerisce passi preparatori per future operazioni di disturbo. I responsabili della politica di difesa del Regno Unito hanno descritto l’episodio come parte dell’approccio della „zona grigia“ della Russia per indebolire gli alleati della NATO senza una guerra aperta. La scoperta ha provocato appelli in Parlamento e nei media per ampliare la sorveglianza britannica in acque profonde e adottare rapide contromisure. Il ministro della Difesa del Regno Unito ha avvertito di una „guerra nell’Atlantico“ condotta con mezzi non convenzionali. Mosca non riconosce formalmente i sensori, ma analisti occidentali affermano che questo schema corrisponde alla strategia russa di guerra ibrida. L’incidente solleva preoccupazioni sulla vulnerabilità sottomarina degli asset di comunicazione e di deterrenza nucleare del Regno Unito e mette in evidenza la dimensione marittima della guerra ibrida oltre l’incursione di navi di superficie.
Punteggi E/M/R/S
- EEsistenza0/4 · Non valutato
- MIntento0/4 · Non valutato
- RLegame con attore russo0/4 · Non valutato
- SResponsabilità dello Stato russo0/4 · Non valutato
Fatti
Nessun fatto
Fonti
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- Ruolo
- discovery_lead
- Data
- 2025-04-05T22:00:00Z
In early April 2025 the UK revealed that Russian-made sensor devices had been found on the seabed around British territorial waters and in some cases washed up on shore. The Royal Navy and intelligence services judged the sensors to be intended for covert monitoring of the UK’s nuclear-armed submarine fleet (the Vanguard class) and associated underwater infrastructure. The placement of such devices constitutes a hybrid intrusion into UK maritime domain, combining espionage, covert surveillance, and potential sabotage of under-sea cables or pipelines. While no sabotage act was publicly confirmed at that time, the sensors’ presence suggest preparatory steps for future disruptive operations. UK defence policymakers described the episode as part of Russia’s “grey-zone” approach to weaken NATO allies without open war. The discovery prompted calls in Parliament and media for expanded UK deep-sea surveillance and rapid counter-measures. The UK Defence Secretary warned of a “war in the Atlantic” being conducted through unconventional means. Moscow does not formally acknowledge the sensors, but Western analysts assert this pattern fits Russian hybrid-war strategy. The incident raises concern about under-sea vulnerability of UK communication and nuclear-deterrent assets and highlights the maritime dimension of hybrid warfare beyond surface ship incursion.