Lyce · Hybrid Watch

hw_ed28981093e7f93e

Caccia della NATO decollano per intercettare velivoli russi Su-24 e Su-33 in operazione vicino allo spazio aereo baltico.

Il 10 novembre 2025, assetti di polizia aerea della NATO hanno impiegato caccia a reazione rapida per identificare e intercettare visivamente una formazione di velivoli militari russi, nello specifico un aereo d’attacco Su-24 e un caccia Su-33, che volavano nello spazio aereo internazionale sopra il Mar Baltico senza transponder attivati, piani di volo depositati o contatto radio con i controllori civili del traffico aereo. L’operazione faceva parte della missione permanente Baltic Air Policing dell’alleanza, nell’ambito della quale distaccamenti a rotazione di jet NATO basati in Lituania ed Estonia monitorano e proteggono i domini aerei alleati adiacenti al fianco orientale della NATO. Sebbene non sia stato registrato alcun attraversamento di confini sovrani, la mancanza di identificazione e contatto ha sollevato preoccupazioni per la sicurezza del traffico civile e militare alleato nella regione. Lo scramble dei caccia alleati e la successiva identificazione visiva dimostrano un classico comportamento da guerra ibrida: sonde militari progettate per testare i tempi di reazione, aumentare il ritmo operativo e normalizzare intercettazioni frequenti senza innescare dichiarazioni formali di violazione dello spazio aereo. Funzionari della difesa baltici hanno ribadito che tali voli, soprattutto con i transponder spenti, complicano la gestione del traffico aereo civile insieme alla vigilanza militare; queste operazioni sono diventate più frequenti come parte del più ampio schema russo di test dello spazio aereo attorno al territorio NATO. Lettonia e Lituania hanno poi usato gli incidenti per sostenere una postura di difesa aerea rafforzata e ulteriori assetti alleati dedicati al monitoraggio sostenuto del fianco orientale. Non sono state sparate armi e nessuno spazio aereo sovrano è stato formalmente violato, ma le intercettazioni sono state registrate nei registri situazionali della NATO come parte delle continue campagne russe di pressione aerea nel teatro baltico.

Evento
2025-11-10
Pubblicazione
2025-11-10T12:35:20Z
Prima osservazione
2026-09-24T06:09:10.079Z
Stato revisione
Non valutato
Paesi
EE, LT, LV
Aggiornato
2026-09-27T23:56:59.668Z

Punteggi E/M/R/S

  • EEsistenza0/4 · Non valutato
  • MIntento0/4 · Non valutato
  • RLegame con attore russo0/4 · Non valutato
  • SResponsabilità dello Stato russo0/4 · Non valutato

Fatti

Nessun fatto

Fonti

  1. Ruolo
    discovery_lead
    Data
    2025-11-10T12:35:20Z

    On 10 November 2025, NATO air policing assets deployed quick-reaction fighters to identify and visually intercept a formation of Russian military aircraft — specifically a Su-24 strike aircraft and a Su-33 fighter — flying in international airspace over the Baltic Sea without activated transponders, filed flight plans or radio contact with civilian air-traffic controllers. The operation was part of the alliance’s standing Baltic Air Policing mission, under which rotational detachments of NATO jets based in Lithuania and Estonia monitor and protect allied air domains adjoining NATO’s eastern flank. Although no crossing of sovereign borders was recorded, the lack of identification and contact raised safety concerns for civil and allied military traffic in the region. The allied fighters’ scramble and subsequent visual identification demonstrate classic hybrid-warfare behaviour: military probes designed to test reaction times, escalate operational tempo, and normalise frequent intercept ordnance without triggering formal airspace breach declarations. Baltic defence officials reiterated that such flights — especially with transponders off — complicate civilian air-traffic management alongside military vigilance; these operations have become more frequent as part of Russia’s wider pattern of air-space tests around NATO territory. Latvia and Lithuania later used the incidents to advocate for enhanced air-defence posture and additional allied assets dedicated to sustained Eastern-flank monitoring. No weapons were fired and no sovereign airspace was formally violated, but the intercepts were logged in NATO situational records as part of ongoing Russian air-pressure campaigns in the Baltic theatre.