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Un cavo sottomarino per telecomunicazioni che collega Lituania e Lettonia è stato danneggiato, avviando un’indagine penale per sabotaggio.

Un vitale cavo ottico sottomarino per telecomunicazioni che collega Šventoji, in Lituania, con Liepāja, sulla costa occidentale della Lettonia, è stato trovato danneggiato, innescando un’indagine penale formale da parte delle autorità lettoni. La rottura è avvenuta a pochi chilometri da Liepāja, una città portuale chiave del Baltico, ed è stata rilevata per la prima volta dal Centro nazionale di gestione delle crisi della Lituania (NKVC) nella tarda serata precedente, che ha poi allertato le forze dell’ordine lettoni. Investigatori di entrambi i paesi hanno aperto un’indagine sulle circostanze perché il luogo e la natura della rottura — lungo un cavo operativo dal 1995 e gestito dal fornitore svedese Arelion — rendono improbabile un guasto accidentale, data l’assenza di eventi meteorologici o sismici in quel momento. La polizia lettone è salita a bordo di una nave attraccata a Liepāja per interrogare l’equipaggio su un possibile collegamento con l’incidente, sebbene non sia stata annunciata pubblicamente alcuna attribuzione ufficiale. Sullo sfondo, la NATO e i governi baltici hanno rilevato una serie di interruzioni delle infrastrutture sottomarine dal 2022, compresi cavi in fibra ottica, telecomunicazioni e alimentazione elettrica nella regione, suscitando preoccupazioni per azioni deliberate volte a minare la resilienza degli alleati. La dinamica riflette la logica della guerra ibrida: prendendo di mira arterie digitali sottomarine che di solito restano fuori dalla vista pubblica quotidiana, l’evento costringe gli Stati a mobilitare diagnostica tecnica, cooperazione transfrontaliera tra forze dell’ordine e consapevolezza strategica del dominio marittimo senza un ingaggio militare convenzionale. Critici e analisti hanno inquadrato l’incidente in un modello più ampio di pressione sostenuta nella regione del Mar Baltico, dove infrastrutture fisiche, reti cibernetiche e posture militari si intrecciano in arene a bassa visibilità al di sotto della soglia del conflitto aperto.

Evento
2026-01-02
Pubblicazione
2026-01-02T12:41:36Z
Prima osservazione
2026-09-24T06:09:10.079Z
Stato revisione
Non valutato
Paesi
LT, LV
Aggiornato
2026-09-27T23:56:59.668Z

Punteggi E/M/R/S

  • EEsistenza0/4 · Non valutato
  • MIntento0/4 · Non valutato
  • RLegame con attore russo0/4 · Non valutato
  • SResponsabilità dello Stato russo0/4 · Non valutato

Fatti

Nessun fatto

Fonti

  1. Ruolo
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    Data
    2026-01-02T12:41:36Z

    A vital undersea optical telecommunications cable that connects Šventoji in Lithuania with Liepāja on Latvia’s western coast was found damaged, triggering a formal criminal investigation by Latvian authorities. The break occurred just kilometers off Liepāja, a key Baltic port city, and was first detected by Lithuania’s National Crisis Management Centre (NKVC) late the night before, which then alerted Latvian law enforcement. Investigators from both countries have opened a probe into the circumstances because the location and nature of the break — along a cable that has been operational since 1995 and is operated by Swedish provider Arelion — make accidental failure unlikely given the lack of weather or seismic events at the time. Latvian police boarded a vessel docked in Liepāja to question the crew over potential connection to the incident, although no official attribution has been publicly announced. In the backdrop, NATO and Baltic governments have noted a series of subsea infrastructure disruptions since 2022, including fiber-optic, telecom and power cables in the region, raising concerns about deliberate actions aimed at undermining allied resilience. The dynamics reflect hybrid-warfare logic: by targeting undersea digital arteries that are usually out of everyday public view, the event forces states to mobilise technical diagnostics, cross-border law enforcement cooperation, and strategic maritime domain awareness without conventional military engagement. Critics and analysts alike have framed the incident within a broader pattern of sustained pressure in the Baltic Sea region—where physical infrastructure, cyber networks and military postures intertwine in low-visibility arenas below the threshold of open conflict.