Lyce · Hybrid Watch

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Navi da guerra russe operano vicino alla zona marittima e alla zona economica esclusiva del Portogallo.

La Marina portoghese ha confermato pubblicamente di aver monitorato cinque unità navali russe, tra cui la nave da sbarco “Alexander Shabalin”, le navi di supporto logistico “Baltic Leader”, “Sparta II” e “General Skobelev” e il sottomarino Novorossiysk, operative nelle sue zone marittime o in transito attraverso di esse. La dichiarazione portoghese ha sottolineato che le operazioni di pattugliamento e scorta mirano a “garantire la sicurezza e la protezione dello spazio marittimo … soggetto alla nostra sovranità, giurisdizione e responsabilità nazionali.” La geografia illustra come gli accessi marittimi del Portogallo e il più ampio corridoio Atlantico/Mediterraneo siano interessati da assetti navali russi, non limitati al teatro del Mar Nero. La dinamica riflette il modo in cui la Federazione Russa usa la presenza navale e il transito come forma di coercizione e ricognizione: spostando assetti vicino a zone marittime alleate, l’avversario non solo mappa accessi e infrastrutture, come cavi sottomarini o condotte energetiche, ma segnala capacità e intenzione senza un ingaggio palese. Sebbene non sia stato pubblicamente riferito alcun attacco fisico o danno, la natura latente della minaccia e l’aumento del ritmo operativo illustrano un comportamento classico di guerra ibrida: schierare rischi invece di impiegare immediatamente forza cinetica.

Evento
2025-01-04
Pubblicazione
2025-01-03T23:00:00Z
Prima osservazione
2026-09-24T06:09:10.079Z
Stato revisione
Non valutato
Paesi
PT
Aggiornato
2026-09-27T23:56:59.668Z

Punteggi E/M/R/S

  • EEsistenza0/4 · Non valutato
  • MIntento0/4 · Non valutato
  • RLegame con attore russo0/4 · Non valutato
  • SResponsabilità dello Stato russo0/4 · Non valutato

Fatti

Nessun fatto

Fonti

  1. Ruolo
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    Data
    2025-01-03T23:00:00Z

    The Portuguese Navy publicly confirmed that it had been monitoring five Russian naval vessels—including the landing ship “Alexander Shabalin”, the logistics support vessels “Baltic Leader”, “Sparta II” and “General Skobelev”, and the submarine Novorossiysk—operating in or passing through its maritime zones. The Portuguese statement emphasised that the patrol and escort operations aim to “guarantee the safety and security of the maritime space … subject to our national sovereignty, jurisdiction and responsibility.” The geography illustrates how Portugal’s maritime approaches and the broader Atlantic/Med corridor are being engaged by Russian naval assets, not limited to the Black Sea theatre. The dynamics reflect how the Russian Federation uses naval presence and transit as a form of coercion and reconnaissance: by moving assets near allied maritime zones the adversary not only maps approaches and infrastructure (such as submarine cables or energy pipelines) but signals capability and intent without overt engagement. Although no physical attack or damage was publicly reported, the latent nature of the threat and the increased operational tempo illustrate classic hybrid-warfare behaviour—deploying risks rather than immediately deploying kinetic force.