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Il Servizio di intelligence romeno ha impedito il sabotaggio del magazzino situato vicino a infrastrutture critiche.

A metà del 2024, il Servizio di intelligence romeno (SRI) e la Direzione per le indagini sulla criminalità organizzata e il terrorismo (DIICOT) hanno smantellato un’operazione di sabotaggio sostenuta dalla Russia contro infrastrutture critiche. L’esecutore colombiano, Luis Alfonso Murillo Diosa, era stato reclutato tramite Telegram ed era arrivato in Romania alla fine di luglio con obiettivi assegnati in anticipo. È stato arrestato mentre svolgeva una sorveglianza dettagliata su un magazzino di materiali riciclabili a Bragadiru, vicino a Bucarest. Sebbene l’obiettivo apparisse civile, la sua vicinanza a gasdotti, pozzi di estrazione petrolifera e torri di telecomunicazione lo rendeva un „innesco“ strategico per un disastro industriale più ampio. Le indagini hanno rivelato che il viaggio e la logistica di Diosa erano stati pagati in anticipo dai suoi gestori russi, ai quali inviava foto di „documentazione“ per confermare i suoi progressi.

Evento
2024-07-30
Pubblicazione
2024-07-30T12:34:30Z
Prima osservazione
2026-09-24T06:09:10.079Z
Stato revisione
Non valutato
Paesi
RO
Aggiornato
2026-09-27T23:56:59.668Z

Punteggi E/M/R/S

  • EEsistenza0/4 · Non valutato
  • MIntento0/4 · Non valutato
  • RLegame con attore russo0/4 · Non valutato
  • SResponsabilità dello Stato russo0/4 · Non valutato

Fatti

Nessun fatto

Fonti

  1. Ruolo
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    Data
    2024-07-30T12:34:30Z

    In mid-2024, the Romanian Intelligence Service (SRI) and the Directorate for Investigating Organized Crime and Terrorism (DIICOT) dismantled a Russian-backed sabotage operation targeting critical infrastructure. The Colombian perpetrator, Luis Alfonso Murillo Diosa, was recruited via Telegram and arrived in Romania in late July with pre-assigned targets. He was apprehended while performing detailed surveillance on a recyclable materials warehouse in Bragadiru, near Bucharest. Although the target appeared civilian, its proximity to gas pipelines, oil extraction wells, and telecommunications towers made it a strategic “trigger” for a larger industrial disaster. Investigations revealed that Diosa’s travel and logistics were prepaid by his Russian handlers, to whom he sent “documentation” photos to confirm his progress.