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Il NORAD intercetta due velivoli da ricognizione russi Tu-142 nella Zona di identificazione della difesa aerea dell’Alaska.

Il NORAD ha rilevato e tracciato due velivoli russi Tu-142 “Bear-F” da ricognizione a lungo raggio e guerra antisommergibile nelle Zone di identificazione della difesa aerea statunitense e canadese vicino all’Alaska il 4 marzo 2026. I velivoli sono rimasti nello spazio aereo internazionale e non sono entrati nello spazio aereo sovrano degli Stati Uniti o del Canada, quindi questo non dovrebbe essere classificato come una violazione formale dello spazio aereo. Il NORAD ha risposto facendo decollare un ampio pacchetto di velivoli statunitensi e canadesi, inclusi F-35, F-22 e aerocisterne KC-135 della U.S. Air Force, un E-3 Sentry AWACS, CF-18 canadesi e un’aerocisterna canadese per intercettare, identificare e monitorare gli aerei russi. I velivoli sono entrati in una Zona di identificazione della difesa aerea, dove ci si aspetta che gli aeromobili siano identificati rapidamente per finalità di sicurezza nazionale. Il NORAD ha dichiarato esplicitamente che tale attività russa nelle ADIZ dell’Alaska e del Canada si verifica regolarmente e non è stata considerata una minaccia diretta, elemento importante per una codifica accurata. Allo stesso tempo, il profilo operativo conta: il Tu-142 è progettato per missioni di ricognizione a lungo raggio e guerra antisommergibile, quindi voli di questo tipo possono sostenere la raccolta di intelligence intorno alle rotte di difesa artiche e nordamericane. L’incidente si è inoltre verificato in un più ampio contesto di sicurezza artica, dove l’attività militare russa e cinese è cresciuta insieme all’espansione dell’attività militare e commerciale nella regione. La sua rilevanza sta nella ripetuta presenza di ricognizione russa vicino alle zone di difesa aerea NATO/NORAD, nella scala della risposta di intercettazione alleata e nella pressione che tale attività esercita sui sistemi di prontezza. È utile anche come esempio del fianco nordamericano della NATO, mostrando che il sondaggio russo non si limita ai teatri europei del Baltico, del Mar Nero o dell’Alto Nord.

Evento
2026-03-04
Pubblicazione
2026-03-04T13:18:41Z
Prima osservazione
2026-09-24T06:09:10.079Z
Stato revisione
Non valutato
Paesi
US
Aggiornato
2026-09-27T23:56:59.668Z

Punteggi E/M/R/S

  • EEsistenza0/4 · Non valutato
  • MIntento0/4 · Non valutato
  • RLegame con attore russo0/4 · Non valutato
  • SResponsabilità dello Stato russo0/4 · Non valutato

Fatti

Nessun fatto

Fonti

  1. Ruolo
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    Data
    2026-03-04T13:18:41Z

    NORAD detected and tracked two Russian Tu-142 “Bear-F” long-range reconnaissance and anti-submarine aircraft in the American and Canadian Air Defense Identification Zones near Alaska on 4 March 2026. The aircraft remained in international airspace and did not enter U.S. or Canadian sovereign airspace, so this should not be classified as a formal airspace violation. NORAD responded by scrambling a large package of U.S. and Canadian aircraft, including U.S. Air Force F-35s, F-22s, KC-135 tankers, an E-3 Sentry AWACS, Royal Canadian CF-18s, and a Canadian tanker to intercept, identify, and monitor the Russian planes. The aircraft entered an Air Defense Identification Zone, where aircraft are expected to be quickly identified for national security purposes. NORAD explicitly stated that such Russian activity in the Alaskan and Canadian ADIZ occurs regularly and was not viewed as a direct threat, which is important for accurate coding. At the same time, the operational profile matters: the Tu-142 is designed for long-range reconnaissance and anti-submarine missions, so flights of this type can support intelligence collection around Arctic and North American defence routes. The incident also occurred in a wider Arctic security context, where Russian and Chinese military activity has grown alongside expanding military and commercial activity in the region. Its significance lies in repeated Russian reconnaissance presence near NATO/NORAD air-defence zones, the scale of the allied interception response, and the pressure such activity places on readiness systems. It is also useful as a North American NATO-flank example, showing that Russian probing is not limited to Europe’s Baltic, Black Sea, or High North theatres.