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Un collettivo di hacker filorusso colpisce portali governativi belgi.
Un collettivo di hacker filorusso, presumibilmente il gruppo NoName057(16), ha preso di mira con attacchi DDoS diversi siti web governativi belgi, tra cui il portale del governo federale MyGov.be e il sito del Parlamento vallone. Gli hacker hanno affermato che l’attacco era motivato dalla decisione del Belgio di fornire all’Ucraina un pacchetto di aiuti da 1 miliardo di euro. La perturbazione digitale ha causato la temporanea inaccessibilità di servizi governativi rivolti ai cittadini e ha accresciuto le preoccupazioni sulla resilienza cibernetica del Belgio. L’incidente è centrato sulla regione della capitale belga e sull’infrastruttura nazionale, mostrando che anche paesi al di fuori dell’immediata area di confine russa possono essere soggetti a operazioni ibride. La dinamica illustra come attori allineati con la Russia o da essa tollerati usino metodi non cinetici, negazione digitale del servizio, per imporre costi operativi e segnalare capacità. Sebbene il legame con la Russia sia indiretto, tramite hacktivisti filorussi, piuttosto che un atto cinetico direttamente autorizzato da Mosca, lo schema si allinea con una più ampia logica di guerra ibrida.
Punteggi E/M/R/S
- EEsistenza0/4 · Non valutato
- MIntento0/4 · Non valutato
- RLegame con attore russo0/4 · Non valutato
- SResponsabilità dello Stato russo0/4 · Non valutato
Fatti
Nessun fatto
Fonti
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- Ruolo
- discovery_lead
- Data
- 2025-03-23T23:00:00Z
A pro-Russian hacker collective (allegedly the group NoName057(16)) targeted multiple Belgian governmental websites with DDoS attacks, including the federal government portal MyGov.be and the Walloon Parliament site. The hackers claimed the attack was motivated by Belgium’s decision to provide a €1 billion aid package to Ukraine. The digital disruption caused temporary inaccessibility of citizen-facing government services and heightened concerns about Belgium’s cyber-resilience. The incident is centred on Belgium’s capital region and national infrastructure, showing that even countries outside the immediate Russian border region can be subject to hybrid operations. The dynamics illustrate how Russia-aligned or tolerated actors use non-kinetic methods (digital denial-of‐service) to impose operational cost and signal capabilities. Although the link to Russia is indirect (through pro-Russian hacktivists) rather than a direct Moscow-authorised kinetic act, the pattern aligns with broader hybrid-warfare logic.